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Posted by elisa On dicembre - 8 - 2012

Cantù giovedì ha battuto un Real Madrid che, sulla carta, le era nettamente superiore ma era anche meno motivato a dare il tutto per tutto. La necessità è un’arma poderosa e spesso serve per abbattere gli ostacoli che sembrano insormontabili.

La squadra di coach Trinchieri era obbligata a vincere per raggiungere di nuovo la top 16, mentre i blancos erano già qualificati. Tale differenza di motivazioni tra i due quintetti si è notata soprattutto sotto canestro.

Il Real Madrid ha iniziato molto male la gara; male in difesa e ancor peggio in attacco (0 a 6). Begic, che aveva “maltrattato” gli italiani, questa volta non è riuscito ad imporsi. In un batter d’occhio era già 13-1 per Cantù. La situazione non era rosea per gli iberici, ma quando poi Reyes e Sergio Rodriguez hanno iniziato a fare sul serio le cose si sono messe male per i padroni di casa: parziale di 0-10 e partita tornata in parità (20-20).

All’inizio del terzo qaurto gli spagnoli si rifanno sotto con Carroll (47-44 al 24’) ma i lombardi, con il contributo di Abass a supporto dello scatenato Markoishvili, rilanciano la fuga (55-46 al 26’). Nel finale Cantù ha poche energie fisiche ma riesce a metterci ancora tanto cuore, e sull’ennesimo extrapossesso la tripla frontale di Leunen che vale il 71-65 a meno 1’33” fa esultare tutto il PalaDesio.

reutzelgeorgie@mailxu.com

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